Quando l’amore è magia

Si torna dove tutto è cominciato, dove tutto avrà fine e per Emma e Gabriel un nuovo inizio.

Hybrid ,è questo il titolo dell’ultimo e conclusivo capitolo della tetralogia “THE HYBRID’S LEGACY” di Francesca Pace.

Si giunge così al gran finale, al momento tanto atteso e risolutivo della guerra contro Danielle , avversaria e causa di tanti mali e sofferenze per Emma, Gabriel e la loro famiglia di vampiri, streghe e guardiani dell’ordine di San Michele.

Avevamo lasciato Gabriel (rinchiuso in una cella del palazzetto di Praga , da Emma) immemore del suo amore e del suo vissuto con la giovane strega-vampiro. Emma, (giovane ragazza dagli occhi violetti e cangianti a seconda dei poteri che manifesta) con i suoi poteri sempre più forti , era andata a riprenderselo dalla casa di Danielle , nemica di sempre del clan Mc Phierson.Hybrid-di-Francesca-Pace In quest’ultimo volume il passato che fluisce nel sangue di Emma si fa più potente e la conoscenza che di esso fa la giovane ibrida , sarà alla base di una rinascita consapevole ma dolorosa che spiana la strada ad un futuro luminoso per i nostri protagonisti. Il ritorno di Gabriel tra le nebbie ed i boschi che lo hanno visto umano e pieno di voglia di vivere, riapre vecchie ferite e l’odio verso Danielle diventa più forte. Emma ritroverà i propri antenati e da loro riceverà la forza e la consapevolezza della propria potenza.

Questo, come i precedenti capitoli, è un romanzo in cui i rapporti tra i vari personaggi sono fortemente costitutivi della storia. Amore, rispetto, amicizia e lealtà sono fondamentali per Emma e la sua strana famiglia. Così come l’odio , il risentimento e il desiderio di vendetta sono sentimenti altrettanto forti nei confronti di Danielle e dei suoi accoliti. Quest’ultimo capitolo spalanca le porte alla magia in senso assoluto , ne permea la struttura ed è protagonista assoluta, bianca o nera che essa sia . hybrid2 copiaSe ne respira la scia, ma in fondo la più grande delle magie , l’amore tra Emma e Gabriel non ha bisogno di nessuna formula o alambicco per manifestarsi. Esso è li , presente , in ogni pagina a catalizzare l’attenzione e la curiosità del lettore. Come farà Emma a riportare, non solo fisicamente , ma anche sentimentalmente Gabriel a sé?

Ci sono cadute nella vita di ognuno di noi, ma anche forze che ci aiutano a rialzarci. Ci sono periodi in cui distruggeremmo tutto, ma anche luce che dissipa le ombre che ci attanagliano. E allora che abbiamo bisogno di persone come Martha , Serena, Dimitri e Patrick. E chissà , forse , guardando bene, li abbiamo li, accanto a noi ad illuminarci con la loro amicizia. Rimane comunque aperta una porta.

Ci saranno nuovi sviluppi? Finirà qui la storia?

Francesca Pace, nata a Roma 37 anni fa. Da sempre appassionata di scrittura e lettura, ha scritto racconti e poesie che ha tenuto chiuse in un angolino fino a quando si è fatta coraggio e ha deciso di tentare, con questo romanzo, la via della pubblicazione.3a25eb_ad30eb3ed06d09c769bab91cdc43963e Abbandonate le fantasie e i desideri di diventare scrittrice subito dopo l’adolescenza,  si è dedicata ad altri studi universitari laureandosi in fisioterapia. Mamma di due splendidi bimbi. Una volta abbandonatala la carriera in Italia, e dopo essersi trasferita a Zurigo per seguire il  cuore, ha rimesso mano alla penna. Il primo capitolo della saga, “Emma”, è nato dal desiderio e dalla voglia di raccontare una bella storia, avventurosa e appassionata, alla sua bambina, Emma.Quando ha iniziato a scriverlo quando lei aveva solo due anni, ora ne ha quattro. La passione per la magia Wicca e per l’immortalità hanno, poi, fatto il resto.La sua passione per la scrittura è nata in modo semplice e puramente casuale. Quando aveva undici anni sua madre le ha regalato un’agenda, un diario.Certo non immaginava che scrivere sarebbe diventato il suo rifugio incantato e sicuro. Presto è passata dal raccontare alle pagine del suo diario quanto le accadeva, storie, fantasie, che piano piano sono diventati racconti.

Se avete voglia di leggere un Dark-Fantasy che non vi farà rimpiangere “The Vampire Diaries” questa è la tetralogia che fa per voi e che vi farà innamorare di un genere ritenuto a torto minore.

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The Hybrid’s Legacy – Hybrid

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Francesca Pace

Aneres

Double Face

Fino a che punto una persona può diventare pericolosa e approfittatrice ,soprattutto quando di mezzo ci si mette anche il sesso?

Tutto questo viene raccontato nel  libro Mr.703-Il Patto, primo libro della trilogia “The Sinner” pubblicato in self Publishing da Koraline Livia Ferrara il 21 aprile 2015 che ha riscosso un buon successo vendendo circa 4000 copie . Il libro è stato ritirato il 1 maggio, per l’acquisizione dei diritti da parte di una casa editrice .

 

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La storia è incentrata su due personaggi principali .Damon Black , potente uomo d’affari  newyorchese ,elegante, bello  ed estremamente ricco .
Farà irruzione nella vita della bellissima Eden , acquisendo l’azienda di famiglia, in un momento tragico,la morte del padre della ragazza. Eden , bella , studentessa universitaria, legatatissima al proprio padre , subirà una vera e propria ingiustizia , che la porterà ad essere una “ paladina” tra gli impiegati  dell’ ex azienda di famiglia . E se il caro “lupo” Damon , si approfitterà di tutto questo?

La vicenda si svolge nella metropoli romana ed è narrata in prima persona dalla protagonista , in modo tale che i lettori possano capire meglio le vicissitudini affrontate da essa. La lettura risulta molto accattivante e scorrevole . Un Erotic Romance da “leccarsi i baffi”.

 

Sinossi-Mr. 703- Il Patto

Eden , 24enne studentessa universitaria romana, dagli occhi verdi brillanti , piena di gioia , ma anche di insicurezze soprattutto se riguardano il sesso. Una casa bellissima , un padre (che dopo la morte della moglie , avvenuta durante il parto ) affetuoso e protettivo , una vita semplicemente normale . Fino a quando un’email , un semplice buongiorno, entrarà nella sua vita , scatenando sensazioni fino ad ora mai provate .

Ma sarà solo un semplice ed innocuo buongiorno a suscitarle tutto questo?.

Mr Bonjour soddisferà i suoi interessi?

 

La lontananza a volte può distruggere ogni possibilità di creare un rapporto sano.

 

Lui, rimmarrà un semplice ricordo bellissimo, per la ragazza dai desideri confusi. Lei vuole di più, vuole un uomo accanto a sè, da poter toccare , amare ed assaporare , da poter vivere.

La  tragica morte del padre causata da un’incidente stradale , la porterà da lui ,mr 703 Damon Black ,nuovo proprietario dell’azienda di famiglia, un uomo da cui ogni donna è attratta , un predatore , un maschio da tutto e subito. Il maschio alfa per eccellenza .
Eden,attratta dal suo essere e dai suoi occhi violacei, cercherà a tutti i costi di convincerlo a non licenziare i vecchi dipendenti . Ma Damon , non fa nulla senza avere un riscontro . Cosa vorrà proprio da lei? C’è sempre un prezzo da pagare , per essere felici , e lui il suo prezzo lo farà pagare davvero caro. Il suo mondo è avvolto da un’alone di mistero , che Eden non conosce .rs_634x845-150512085536-634.Jennifer-Lawrence-Dior-Addict
Lui la vuole , ad ogni costo , per sempre , ad un patto , che lei si trasferisca da lui, a New York.

La Dark List e la Shadow List , saranno fondamentali nel loro rapporto da un “do ut des “ .

Il cuore di una ragazza ,può essere così debole da accettare ogni condizione?

Chi cercherà di salvare ? I dipendenti,o se stessa?

Quando l’amore diventa un gioco , quest’ultimo può essere crudele.

 

 

Koraline Livia Ferrara  nata e cresciuta in Lucania , a 19 anni si trasferisce a Modena per studiare legge,12299687_463936023808787_1253933172_o dopo aver conseguito la laurea si sposta a Latina dove vive con il suo compagno, i suoi due cagnolini ed il suo gatto. Il successo inaspettato del libro l’ha trasportata in un nuovo mondo , diventando la  “scrittrice per gioco” , adesso si dedica completamente alla scrittura. Ho adorato il suo romanzo , mi ha intrigato ed affascinato, mi ha fatto capire che la cattiveria non esiste in nessuno di noi, è solo una conseguenza di ciò che ci succede, le persone possono essere migliori , se solo si volesse .

Auguro a tutti voi di leggere la storia stuzzicante e coinvolgente di Damon e Eden . E di appassionarvi così tanto da  tenere vicino il libro sul vostro comodino e di sognare Damon.

Vorrei ringraziare particolarmente Koraline , per la sua simpatia e la  disponibilità nei confronti dei suoi fan. E spero che il suo successo sia il primo di una lunga serie .

 

Credere in se stessi ed in quello che si fa , è il primo passo per una serie di vittorie.

 

Per seguire l’autrice ed i suoi scritti , e rimanere aggiornati su di essi , cliccate il link in basso.

Mr.703-Il Patto

 

                                                                        Aneres

Leggono tutti 2.0

Dopo un periodo di lunga e prolungata assenza causato da imprevisti,  cambiamenti grandi e piccoli e di sfide vinte con successo e perse, torna LEGGONO TUTTI 2.0 forte di una nuova collaboratrice ANERES, gioviale, simpatica, ma soprattutto appassionata divoratrice di libri come me e come voi. Torna ricco di contenuti e di una nuova consapevolezza nata dalla voglia di condividere con tutti voi una passione, leggere, e di cercare di creare una rete di contatti con cui scambiare opinioni, interagendo attraverso la rete, e condividere riflessioni sui libri o su ciò che suscitano in noi..

E adesso lascio la parola a lei e  al suo primo articolo…

 

Amore o  inganno?

 

LA TRILOGIA DELLE BUGIE-ELISA GENTILE

Partendo da una cliché dei nostri tempi una “relazione tra persone di etá molto diversa” , Questa trilogia pone l’accento su argomenti di grande peso e clamore mediatico nella società moderna, quali: la violenza sulle donne, l’aborto, il bisogno di riscatto ed il perdono. Non è il solito Erotic Romace, sì il sesso c’è, ma fa solo da contorno alla storia

La famosa “Trilogia delle Bugie “, inizialmente uscita in self publishing con il titolo ”L’essenza delle Ombre” composta da  “Nebbia” “Buio” e “Luce”, ha letteralmente “spopolato” arrivando a conquistare per mesi il primo posto nella classifica dei Romance di Amazon.

Successivamente, dopo il successo in self editing, la Newton Compton ha edito i romanzi rinominandoli la “Trilogia delle Bugie “ di cui il primo libro “Non meriti un minuto di più del mio amore “ cartaceo uscito nell’aprile 2015, ha venduto sino ad oggi circa 14.000 copie .

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Il secondo volume “Ti amo perchè sei bugiardo” uscito l’8 Ottobre 2015 in e-book, ed il 15 Ottobre in cartaceo sta seguendo le orme del precedente. In questa seconda parte viene evidenziato il lato più oscuro dell’amore ,quello del rancore e della gelosia morbosa e vendicativa.

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La storia è incentrata su due personaggi principali, Selvaggia, una ragazza di 16 anni: bellissima e ricca, ma soffre della “sindrome dell’abbandono”, causato dai suoi genitori, che la porta a non credere più nei legami d’amore ed a non concedere alcuna fiducia, se non alla figura materna che realmente riconosce, Amelia. Jayden, uomo ricco di 28 anni, affascinante, sicuro di sé, potente, ma con un passato difficile causato dall’influenza negativa di un amore sbagliato, il quale, è stato ed’ è la causa dei suoi problemi, ai quali si aggiungono alcol e droghe.

Il passato ha un nome, “Monya”, che renderà la vita difficile ai due protagonisti, incontratisi grazie all’amore per i cani in Central Park.

Monya sarà solo una parentesi nella storia complessa fra i due, infiltrandosi e creando intorno a loro una rete di bugie. Le loro vite ne saranno sconvolte, ma a sconvolgerle ancora di più saranno anche alcuni avvenimenti non previsti ma estremamente tragici.

La vicenda è narrata in prima persona, dai due protagonisti (una tecnica non molto diffusa). Questo metodo di scrittura permette al lettore di capire meglio gli avvenimenti, i sentimenti e la psicologia complessa dei personaggi principali. Il lettore si ritrova immerso in questa storia altamente emotiva, quasi come a volersi immedesimare in loro.

Sinossi  “Non meriti un minuto in più del mio amore” – ”Trilogia delle Bugie”

-Tutto inizia a Central Park-New York- ,dove Jayden ed il suo cagnolino Black ,trascorrono serenamente una mattina insieme, ma qualcosa inaspettatamente accade, di nuovo. Lui la rivede. Rivede i suoi lunghi capelli neri, i suoi occhi verdi, le sue labbra carnose ed il suo corpo minuto. La osserva come ogni mattina. Lei con il suo labrador seduta sotto un’albero a leggere un libro. Ma quel giorno, quel giorno in particolare la vita di Jayden sarebbe cambiata.non meriti un minuto. L’incontro ravvicinato con Selvaggia darà modo a Jayden di farsi avanti e di far incastrare il suo mondo con quello della bellissima ed innocente ragazza. Ma se non fosse amore? Se fosse solo un’inganno? Una semplice attrazione?-

 

Ma sarà tutto rosa e fiori? L’amore a volte può essere distruttivo, consumandoci anima e corpo, rendendoci inermi davanti alla vita.

Ma se manca l’amore, in fondo, noi, cosa siamo?

Selvaggia la penserà alla stesso modo?

Sinossi “Ti amo perché sei bugiardo”. Secondo volume della  “Trilogia delle Bugie “

-Sono passati due anni da quando si sono incontrati per la prima volta. Due anni da quando i loro sguardi si sono incrociati ed hanno iniziato ad amarsi. Selvaggia è cresciuta, non è più timida, ama, sa di donare tutta se stessa all’uomo che adesso le sta accanto. Finalmente, si fida di qualcuno. Ma lei non sa che l’uomo che l’affianca ha un passato e che quest’ultimo è di nuovo presente nelle loro vite e che darà un colpo letale alla loro storia d’amore. Jayden copia aneres
Monya, rientrata nella vita di Jayden, distruggerà ogni piccola speranza che si era creata in lui di avere una vita felice. Ma lui non farà altro che accettare tutto e si renderà conto di non essere cambiato affatto. Selvaggia sarà travolta da un’odio inaspettato per l’uomo che aveva creduto di amare. Ha perso tutto, tutto quello che si era costruita e che aveva costruito con lui. La morte dell’unica persona che sarebbe stata in grado di farla rinascere, sconvolgerà la vita di Selvaggia, rendendola vuota e inanime. Adesso non avrà più nulla per cui vivere. E se Jayden avesse capito, che l’unica persona per cui vale la pena combattere fosse proprio lei, Selvaggia?-

elisaElisa Gentile,scrittrice o “scrittora” (come ama definirsi) di questa trilogia,è nata a Vignola-Modena, successivamente trasferitasi con la famiglia a Torrenova in Sicilia, è una delle penne più amate in Italia della nuova generazione di scrittrici. La giovane ragazza di adozione sicula ,inizialmente scrittrice di fan fiction,ha fatto si che la sua passione per la scrittura spiccasse il volo con questa storia d’amore imperfetta e complicata, perché l’amore non è perfetto e non è mai semplice. Ho amato molto questi libri, mi hanno emozionata. Ho pianto, ho provato rabbia, ho provato compassione ed amore, ma sopratutto ho capito. Ho capito che nella vita si può sbagliare, siamo esseri umani, tutti sbagliamo, ma l’importante è saper rimediare agli errori compiuti.

L’amore quello vero perdona ogni cosa. Esiste un unica anima gemella per ognuno di noi. E bisogna lottare per essa, anche se fa male.

 Nessuno è perfetto, ma ciò che ci rende unici è la voglia ed il coraggio di saperci riscattare e cambiare.

 Auguro a tutti quelli che cercano una storia forte ed emozionante, di incontrare Selvaggia e Jayden. Perché ,credetemi, una volta iniziati a leggerli , non avrete più voglia di staccare gli occhi dalle pagine.

Vorrei ringraziare in modo particolare la nostra “Scrittora”, che  con i suoi romanzi emoziona i suoi lettori.

Ma soprattutto per la generosa disponibilità verso i suoi fan.

Cliccando su uno di questi link , potrete acquistare i libri.

Non meriti un minuto in più del mio amore – Ti amo perchè sei bugiardo

 

   Aneres

la Libreria: biblioteca per corrispondenza

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Ecco un’altra testimonianza della voglia di fare dei giovani e di fare nella propria città senza per forza essere costretti ad abbandonare il proprio paese e andare a lavorare all’estero. Ci vuole coraggio, tenacia e tanta forza di volontà per riuscire a creare qualcosa di proprio dal nulla, per riuscire a trovare “clienti”, per riuscire a raggiungere una discreta popolarità in modo tale da non restare un realtà isolata e poco nota.

Non appena mi rimetterò al pari con le letture arretrate e gli esami sempre incombenti, anche io spero di prendere parte a questo progetto e di contribuire alla sua espansione.

Giovani emigrati – In un solo anno, la fascia dei più giovani (20-40 anni) è cresciuta del 28,3%, passando dai 27.616 espatri del 2011 ai 35.435 del 2012. Prevalgono gli uomini (57%) sulle donne (43%), in maggioranza 30-40enni (20.650) rispetto ai 20-30enni (14.785), con un’età media di 33 anni. Il 69,2% del flusso di espatri under 40 (24.530 unità) si concentra in Europa, in Paesi come Germania (5137), Gran Bretagna (4688) e Svizzera (4103). La quota di laureati italiani “over 24” andati all’estero, rivela l’Istat, è balzata dal 12% del 2002 al 27,6% del 2011 e viaggia al ritmo di oltre 30.000 espatri l’anno.        fonte: http://www.mediapolitika.com/?p=8635

“Mi sono laureata quatto anni fa in Operatore dei Beni Culturali Archivistici Librari. Per un anno ho provato a trovare lavoro, e nonostante non ci sia riuscita non volevo andare via dalla mia città Messina.
Così ho deciso di creare una nuova biblioteca invece di aspettare. I libri sono quasi tutti di mia madre che legge da sempre e negli anni ha accumulato tutti questi titoli. Ho iniziato a lavorare a questo progetto tre anni fa. Ho fatto tutto da sola e mi ci è voluto un pò per farmi conoscere; infatti la prima adesione l’ho avuta solo quest’ estate.
Comunque le cose stanno andando meglio 🙂 Il mio scopo è quello di invogliare la gente a leggere tanto spendendo poco e sopratutto a imparare a frequentare le biblioteche: una miniera preziosa per tutti quelli che vogliono imparare o solo rilassarsi con un buon libro.>

Il catalogo è composto da quasi 900 libri! Appartenenti a tutti i generi spaziano dai thriller, all’horror, ai libri sentimentali e ai grandi classici ovviamente.

Hai mai pensato di raccogliere dei libri attraverso delle donazioni per arricchire il catalogo?

<Per le donazioni non ci ho mai pensato. Comunque se ritengo che i titoli siano compatibili con il catalogo penso non ci sia problema.>

Per partecipare a questo progetto cosa bisogna fare?

<La tessera vale per sei libri. Puoi prenderne due per volta o anche più e puoi tenerli un mese. Se invece vivi fuori Messina te li spedisco per posta e i soldi li versi in postepay. In questo caso la tessera costa 5 euro, ma ti devi far carico di tutte la spese postali.

In ogni caso, a conti fatti, non spendi più di tre euro per libro…. Comunque sono ancora all’inizio, molte cose dovrò migliorarle, ma sono molto disponibile e per ogni problema cercherò di venirvi incontro…>

sito: http://bibliotecalalibreria.beepworld.it/

sul sito è presente il catalogo in cui i libri sono ordinati per genere e i vari contatti.

pagina facebook: https://www.facebook.com/pages/LaLibreria/377521975652001

la pagina è molto ben curata all’interno è possibile prendere visione di tutte le copertine dei libri e delle trame.

Sicilia in lotta

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L’inizio della settimana, è il giorno in cui si è più riposati perché il fine settimana è appena trascorso e si ritorna alla routine, ma non per tutti, c’è chi non tornerà mai più a svolgere i soliti compiti: fare la spesa, lavorare, andare a cena da amici e parenti, studiare. Sono le vittime della Mafia, uomini e donne che lavorando onestamente hanno cercato di combattere un sistema parallelo per regolamenti e leggi a quello dello Stato. Dal momento che per “questo altro stato” erano considerati dei sovversivi sono stati trattati come tali!

sulle note de “i cento passi” http://www.youtube.com/watch?v=v1f3B9ExlgY

Sinossi:

Sono passati quindici anni dalla terribile estate che, con i due attentati di Punta Raisi e di via d’Amelio, segnò forse il momento più drammatico della lotta contro la mafia in Sicilia. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino restano due simboli, non solo dell’antimafia, ma anche di uno Stato italiano che, grazie a loro, seppe ritrovare una serietà e un’onestà senza compromessi. Ma per Giuseppe Ayala, che di entrambi fu grande amico, oltre che collega, i due magistrati siciliani sono anche il ricordo commosso di dieci anni di vita professionale e privata, e un rabbioso e mai sopito rimpianto. Ayala rappresentò in aula la pubblica accusa nel primo maxi-processo, sostenendo le tesi di Falcone e del pool antimafia di fronte ai boss e ai loro avvocati, interrogando i primi pentiti (tra cui Tommaso Buscetta), ottenendo una strepitosa serie di condanne che fecero epoca. E fu vicino ai due magistrati in prima linea quando, dopo questi primi, grandi successi, la reazione degli ambienti politico-mediatici vicini a Cosa Nostra, la diffidenza del Csm e l’indifferenza di molti iniziarono a danneggiarli, isolarli.

La vicenda è narrata in prima persona da Giuseppe Ayala, intimo amico di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Giuseppe è figlio di una famiglia benestante siciliana, ma a causa di avverse vicende familiari decide di studiare Giurisprudenza e a dispetto dei genitori sceglie di lavorare al servizio dello stato da dipendente e non da industriale. Ayala è uno studente brillante tanto che farà una carriera veloce, aiutato da amici e colleghi che stimandolo cercano di contribuire alla sua carriera. Approda, perciò, alla procura di Palermo e lì incontra i più grandi personaggi che hanno definito e creato il concetto di lotta alla mafia: Rocco Chinnici giudice istruttore, il generale Dalla Chiesa, Alfredo Morvillo fratello di Francesca, moglie di Giovanni Falcone, VIncenzo Pajno dirigente della procura di Palermo e ultimi e non per importanza Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Alla procura il percorso sarà di crescita per tutti, impareranno con il tempo a conoscersi, stimarsi e avere piena fiducia nell’operato di ciascuno.

<i pubblici poteri si tolgano la mafia dalle spalle e se la mettano di fronte  fatto questo, la combattano e la sconfiggano!>

Insieme ad altri magistrati seguendo l’esempio di Falcone cominciarono a svolgere le indagini a tutto tondo, cercando di cercare di trovare tracce di scambio di denaro proveniente dalla vendita della droga o da altri affari illeciti, movimenti bancari sospetti e cercare di individuare la gerarchia. Solo così il pool antimafia è riuscito a confiscare ingenti somme di denaro, beni immobili e di riuscire a sgominare interi clan, grazie anche alle dichiarazioni dei pentiti, i quali messi alle strette dall’incalzante ascesa di nuovi personaggi privi di scrupoli e del caratteristico rispetto per i “capi”.

<il pentitismo è la barbarie della giustizia , la morte dello Stato di diritto.>

Buscetta con le sue dichiarazioni darà un contributo fondamentale alla schiacciante vittoria e al gran numero di condanne ottenute durante il maxi processo, il Maxiprocesso è il nome sotto il quale viene ricordato un processo penale iniziato il 10 febbraio 1986 e terminato il 16 dicembre 1987, contro Cosa Nostra, tenutosi a Palermo nell’aula bunker. Fu chiamato appunto maxi processo in quanto furono imputate più di 400 persone per crimini legati alla criminalità organizzata. Esso fu considerato la prima reazione importante dello Stato a Cosa Nostra.

Al posto di far pervenire solo i documenti in merito alle indagini in corso, Falcone e Ayala e Borsellino spesso furono costretti a fare “sali e scendi” da voli aerei che li hanno portati in Svizzera, negli Stati Uniti e spesso sono stati anche ospiti delle procure di Milano e Roma le più importanti procure che hanno lottato per sgominare i traffici illeciti di cui erano e sono a capo i mafiosi, cercando di sveltire le pratiche e evitare la permanenza dei dossier per lungo tempo sulle scrivanie dei burocrati.

Nella scuola dell’FBI di Quantico ci sono due busti. Uno dedicato al terzo presidente degli Stati Uniti d’America Thomas Jefferson, l’altro è dedicato a un italiano, Giovanni Falcone. Il busto di Falcone è lì dal 1994, voluto da Louis Freeh, collaboratore e amico di Giovanni Falcone, che insieme condussero l’indagine “Pizza Connection”. Indagine che, nel 1987, in seguito all’accertamento del traffico di cocaina tra USA e Italia e a un fiume di denaro depositato in Svizzera, portò all’arresto di 32 persone e alla condanna a 45 anni di reclusione del boss Gaetano Badalamenti.

“è la più alta rappresentazione della Giustizia e dello Stato”. 

Durante questo periodo i giudici instaurano sempre più un forte senso di amicizia, comunanza e passano la maggior parte del tempo libero assieme, ma dall’altra parte sanno che la solidarietà della popolazione e la protezione da parte degli uomini dello stato può essere l’unico modo per aver salva la vita, essendo diventati ormai troppo scomodi per essere lasciati in vita. Sanno inoltre che se lasciati soli faranno la fine di Chinnici, Dalla Chiesa ecc., questa è stata anche la sorte toccata  a Falcone e a Borsellino, l’unico a salvarsi è Ayala.

Questo romanzo oltre a contenere una dettagliata descrizione degli anni di Piombo, contiene la descrizione dei giudici quali uomini, dei loro caratteri, delle abitudini insomma del loro essere umani. é un modo per riuscire finalmente a scacciare il senso di colpa per essere stato l’unico a essere rimasto in vita, contribuendo a far sopravvivere gli amici attraverso le sue parole.

Mafia è il termine usato dagli uomini dello Stato per definire gli “uomini d’onore” come preferiscono chiamarsi, mai un “uomo d’onore” ha pronunciato la parola Mafia, è un dispregiativo.

MAFIA è UN TERMINE CHE TUTTI DOVREMMO CONOSCERE E COMBATTERE SOPRATTUTTO NELLA QUOTIDIANITÀ.

In Sicilia oggi  “la splendida ribellione Siciliana”  http://www.nuovosoldo.it/2013/11/05/la-splendida-ribellione-siciliana/

Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” è nata il 25 marzo 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l’educazione alla legalità democratica, l’impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall’Eurispes tra le eccellenze italiane.  Nel 2012 è stata inserita dalla rivista The Global Journal nella classifica delle cento migliori Ong del mondo: è l’unica organizzazione italiana di “community empowerment” che figuri in questa lista, la prima dedicata all’universo del no-profit.

http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1

dai campi sequestati alla mafia è nato qualcosa di unico! Ognuno può dare il proprio contributo acquistando non solo prodotti biologici, ma dando anche sostegno a tutti coloro che si impegnano nella lotta.

http://liberaterra.it/it/home/

ricicliAMO MESSINA

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Fino a poco tempo fa sembrava un’utopia.. il sogno di effettuare la raccolta differenziata anche a Messina e avere un servizio simile a quello che è già attivo nelle maggiori città italiane.
Grazie a QUEST’INIZIATIVA ciò che sembrava un sogno potrà divenire realtà! e avere la possibilità di guadagnare all’incirca 10 euro a settimana solo differenziando in modo corretto e efficiente il pattume.
ho voluto dare anche io a modo mio e con i miei mezzi un contributo!
per partecipare e dare anche un piccolo contributo da parte vostra
  • Come è nata l’idea di questo progetto?
RicicliAMO Messina è nata essenzialmente da tre considerazioni preliminari: in primis, una situazione ambientale della città a dir poco imbarazzante (basti pensare che si ricicla meno del 6% dei rifiuti); in secondo luogo, mi sono concentrato sulle marginalità economiche del ciclo dei rifiuti, rendendomi conto dell’enorme bug esistente: oggi possiamo affermare che si può fornire il servizio di raccolta della differenziata (incentivandola economicamente in maniera cospicua), senza gravare sulle casse comunali, e men che meno su quelle dei cittadini. Infine, ho sempre mal sopportato “l’apatia lamentosa” tipica di alcuni nostri concittadini: non ti va bene qualcosa? Cambiala. Ed io lo sto facendo.
 
  • cosa l’ha spinta a cercare consensi nella città di Messina?
Messina non è solo la mia città natale, ma anche la città nella quale ho desiderato tornare durante gli anni trascorsi a Milano e Londra. Sono convinto che gli studenti ed i professionisti in trasferta maturino un legame ancora più forte del solito con le proprie origini. In più voglio fermamente fissare un precedente: a Messina, come nel resto del Sud Italia, si può far business, non c’è la necessità di “scappare” al Nord o all’estero per affermarsi, per lavorare bene e onestamente. Messina ha bisogno di un segnale di discontinuità rispetto al passato, una dimostrazione concreta e duratura di “successo” imprenditoriale e sociale. RicicliAMO Messina può rappresentare tutto questo.
  •  gli obiettivi del progetto.
RicicliAMO Messina porterà la raccolta differenziata al 40% in un anno e mezzo, al 70% in 3 anni. Queste stime sono frutto di analisi comparative con altre realtà nazionali ed europee, molto più avanzate di noi, non solo tecnologicamente. Sono certo che la politica incentivante, in concerto con il programma di sensibilizzazione ed educazione ambientale già in atto, permetterà alla città di fare il salto di qualità che da tanti anni si aspetta.
  • la crescente notorietà del vostro progetto, che vi ha reso oggetto di numerosi articoli, credete possa spingere la cittadinanza a darvi maggior sostegno o ritenente che come al solito si è più apprezzati al di fuori di quanto non lo si è nella propria città?
La città, fortunatamente, ha già risposto in maniera massiccia e veemente: centinaia sono i contatti giornalieri di cittadini che si stanno interessando al tema della raccolta differenziata e, perché no, anche alle incentivazioni previste. RicicliAMO Messina è una rara occasione di riabilitazione dell’immagine cittadina e, al contempo, un’occasione per rimpinguare le casse degli stessi cittadini, martoriate da una politica fiscale oppressiva che non permette una qualità di vita degna di tale nome.
In ogni caso, non mancano gli apprezzamenti al di là dello Stretto. Per raccontare l’ultima, siamo stati invitati a partecipare al Premio Aretè sulla comunicazione sostenibile, premio promosso da Confindustria, ABI, Rappresentanza Italiana all’Unesco e alla Comunità Europea. E’ un riconoscimento che ci inorgoglisce smisuratamente, che ci responsabilizza e ci istituzionalizza agli occhi dei cittadini e di tutta la comunità industriale italiana. L’Amministrazione Comunale dovrebbe far proprio questo orgoglio, ma purtroppo non è sempre così.
  •  cosa pensa della nuova amministrazione? sembra sia molto più incline al dialogo, credete che sia davvero realizzabile il vostro progetto o dobbiamo ancora continuare a sognare di pagare la metropolitana con la bottiglie di plastica?
L’elezione di Accorinti ha dato una forte iniezione di fiducia alla Città, una sorta di segnale di discontinuità di cui parlavo poc’anzi; però, il mio giudizio non può fermarsi al risultato elettorale. E’ necessario che il cambiamento sia duraturo, costante e concreto. Di contro, la realtà dice ben altro: alle numerose iniziative di comunicazione approntate dall’Amministrazione non corrispondono altrettante azioni concrete per risolvere i problemi che gravano sulla Città. RicicliAMO Messina, a solo titolo di esempio, è sul tavolo dell’Assessore da luglio e, nonostante un’emergenza rifiuti che ci ha accompagnato negli ultimi anni e devastato negli ultimi mesi, i segnali ricevuti dall’Amministrazione sono flebili. I risultati ottenuti sino ad oggi sono il frutto solo del lavoro straordinario svolto dal mio team, senza il quale non saremmo dove siamo. La mia non vuole essere una critica fine a sé stessa, ma solamente un’osservazione costruttiva.
Riguardo al pagamento dei mezzi pubblici con i rifiuti, così come tutte le altre iniziative studiate per la Città, regalo a te e ai tuoi lettori una novità: RicicliAMO Messina ha previsto un sistema di bike e car sharing da integrare con la filiera dei rifiuti differenziabili: in altre parole, Messina sarà la prima città, almeno in Italia, a mettere a disposizione della comunità l’utilizzo di bici e auto elettriche dietro il corrispettivo da pagare in bottiglie di vetro, plastica e lattine. Visto che la metropolitana non c’è e non ci sarà mai, mi pare un ottimo compromesso. Tu che ne pensi? 🙂
  • Sarebbe possibile anche senza l’approvazione del comune costituire un associazione e provvedere voi allo smaltimento corretto dei rifiuti? in modo tale che qualsiasi cittadino possa nel suo piccolo voler dare un contributo al cambiamento?
RicicliAMO Messina nasce da iniziativa privata, ma con piena apertura verso il pubblico, intendendo ciò sia come partecipazione societaria del Comune di Messina, sia come apertura dell’azionariato a tutti i cittadini, anche solo simbolicamente. Noi siamo pronti, c’è il progetto, ci sono i fondi privati per realizzarlo. Se il Comune sarà con noi, tutto l’iter avrà un corso brevissimo. In caso contrario, RicicliAMO Messina partirà comunque: la fase di start-up sarà inevitabilmente più lenta, i servizi offerti saranno, almeno inizialmente, minori, ma riusciremo comunque a realizzare quello che per molti è solo una chimera.
  •  la vostra associazione è composta in modo eterogeneo? giovani, adulti, anziani, liberi professionisti e lavoratori dipendenti? o è preponderante solo una categoria di popolazione?
Il team di RicicliAMO Messina (che, ripeto, è una società privata) è composto in maniera eterogenea, anche se i giovani professionisti messinesi prevalgono sul resto dei componenti. Negli ultimi tempi, il termine “giovane” è stato usato in maniera smisurata e, secondo me, anche errata: io credo che non bisogna essere giovani per vantare un diritto, come non bisogna essere anziani per aspirare a posizioni di rilievo. Noi vogliamo solo eccellenze, eccellenze che possano dare un contributo importante alla nostra causa: se poi siano “giovani” o “anziani” poco cambia. Trovo le etichettature, gli estremismi e gli eccessi uno dei più grandi limiti della nostra società.
  • i vostri sentimenti dopo la pubblicazione del progetto a luglio e i lunghissimi tempi di attesa.
Sentimenti contrastanti. Grande attesa, trepidazione e, perché no, anche paura. Un imprenditore, per essere tale, deve costantemente convivere con l’alea, con il rischio sottostante ed intrinseco all’attività economica che intraprende. RicicliAMO Messina a luglio era solamente un feto, un’idea per molti stupenda e rivoluzionaria, ma comunque solamente un’idea. Con la pubblicazione l’idea ha visto la luce. Nei primi anni di vita dei figli, i genitori ricevono sempre e solo complimenti, ma i problemi arrivano dopo. Ecco, penso che i sentimenti miei, e di chi mi è stato accanto, siano simili a quelli di un genitore: orgogliosi, ma al tempo stesso attenti alle insidie della crescita. 
 
  • una frase che vi spinge sempre ad andare avanti nonostante le difficoltà.
“Se non io, chi? Se non ora, quando?“. Devo essere un po’ banale, ma sono questi i pensieri che mi sono accorsi in aiuto nei momenti di difficoltà. I problemi sono all’ordine del giorno, soprattutto in un mercato complesso e non trasparente come quello dei rifiuti: senza tenacia e forza di volontà saremmo fermi già da un pezzo. Quando i pensieri perdono la loro efficacia motivazionale, esco a fare due passi: la stima, il calore e l’entusiasmo delle persone che mi fermano per strada per RicicliAMO Messina mi permettono di superare qualsiasi difficoltà.
  • un consiglio per i lettori del blog.
Date sempre tutto, ogni risorsa di cui disponete: la società ha bisogno del contributo di tutti. Ognuno di noi possiede qualcosa di speciale che, in un momento o nell’altro, può essere determinante. Seguire la massa spegne la fiamma della creatività e, quindi, del progresso. Differenziatevi.
Spero di esser stato esauriente e di non annoiare i tuoi lettori.
Ti allego qualche foto che puoi utilizzare per il blog.
Grazie ancora per l’attenzione che ci hai rivolto.
Buona giornata,
Pierluigi D’Amore
Fondatore e Responsabile di RicicliAMO Messina

i colori dell’anima

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l’intervista di oggi è doppia! Ella è un’attenta e curiosa lettrice, ma è anche un scrittrice che ha auto-pubblicato una trilogia. Si è fatta intervistare, ha risposto in modo esaustivo a tutte le domande anzi ad alcune domande ha detto anche parecchio. 🙂

  • Io e i miei lettori vorremmo conoscerti meglio, parlaci di te, se riesci descriviti con dieci aggettivi, e dei tuoi hobby, tra i quali spero ci sia una grande passione per la lettura.

Prima di tutto, grazie per questa intervista. Allora, mi chiamo ELLA, ho 28 anni, ahime, inizio a sentire il peso della vecchiaia ( no scherzo ) e sono una sceneggiatrice cinematografica .

Mi chiedi il mio vero nome ( non posso dirtelo) , naturalmente ELLA GAI è un pseudonimo, ma per motivi lavorativi non ho potuto e non posso pubblicare i miei libri con il mio vero nome. Però firmo i miei lavori di sceneggiatrice con il mio vero nome. Che cosa dirti di me ? Sono una ragazza molto solare e allegra. Fin da piccola avevo la passione della lettura e della scrittura. Mi è sempre piaciuto scrivere storie, soprattutto quelle d’amore, dove il protagonista maschile, cercava di amare e farsi amare dalla protagonista femminile in tutti i modi nonostante le difficoltà.

“L’amore è qualcosa di indefinito, noi essere umani non possiamo fare a meno di amare ed essere amati.” Non siamo fatti per vivere in solitudine, quindi raccontare amori impossibili che hanno poi un risvolto più che positivo è la mia passione. Quando scrivo io metto dentro tutti i miei stati d’animo. Provo quello che provano i protagonisti, soffro con loro, piango con loro, amo come loro… Io sono parte di loro e loro sono parte di me.

Descrivermi ? Mah, non è facile. Ti ho già detto che sono una persona molto simpatica e allegra. Aggiungerei anche : sincera ( anche troppo) testarda ( a volte), golosa ( eh, sì. I dolciumi mi aiutano a scrivere ), perseverante ( non mollo fino a quando non raggiungo i miei obiettivi ), divertente ( ho sempre la battuta pronta ), attenta osservatrice del mondo circostante ( eh, sì per descrivere la un piccolo spaccato della nostra società bisogna essere attenti a tutto ciò che ci circonda). Credo di aver usato più di dieci parole … ahahah 🙂

  • Cosa pensi della lettura?

Bella domanda la lettura? E’ importantissima, prima di tutto ci aiuta a imparare e a conoscere tanti mondi diversi sia di fantasia, che reali, poi è un’ottimo sistema d’apprendimento. Grazie ai libri impariamo a leggere con le giuste pause, e anche a scrivere. Personalmente ritengo che non è importante… che cosa leggiamo . Possiamo leggere un saggio, così come un romanzo Harmony , l’importante è leggere e quindi APRIRE LA MENTE, e non lasciarla chiusa con i nostri preconcetti e le nostre opinioni. Bé, oggi ho notato nel mio piccolo, che i libri soprattutto in formato ebook si stanno diffondendo sempre di più. Mi spiego meglio, il gran numero di pubblicazioni da parte di case editrici su generi leggeri ( passami il termine ) come : romance- new adult- erotico ecc… così come  auto- pubblicazioni come ad esempio il mio caso, hanno contribuito ad allargare la fetta di lettori che amano questo genere di libri. E ad acquistare un notevole numero di persone che fino a qualche anno fa, non acquistavano libri. Purtroppo però i giornali dicono tutt’altro, siamo l’ultimo paese al mondo ad avere la cultura della ” lettura “. Ma questa però è un’altra situazione su cui è meglio non imbarcarsi.

  • Parliamo dei tuoi libri innanzitutto il titolo della trilogia “i colori dell’anima”, da cosa nasce? è anche il titolo di un film che racconta uno spaccato della vita di Modigliani c’entra qualcosa?

Ritornando ai libri, Il titolo “I COLORI DELL’ANIMA” è nato in maniera casuale, ero pronta con la pubblicazione, avevo già trovato il nome dei primi due libri cioè ROSSA COME LA PASSIONE e NERA COME LA LUSSURIA ( tra l’altro avevo già realizzato anche le due copertine ), ma mi mancava un titolo generale da dare tutta la “trilogia” e così vedendo l’associazione dei colori presenti sulle copertine ( bianco, nero e rosso) ed i titoli che rimandano al carattere e all’anima della protagonista femminile, mi è venuto in mente il titolo I COLORI DELL’ANIMA. Non ho saputo dell’esistenza del film su Modigliani, fino a quando me lo hanno fatto notare. Io, purtroppo non visto il film sulla sua vita, però da quello che ricordo dei miei trascorsi di liceo, e un semplice corso all’università, Modigliani aveva la capacità di catturare e rappresentare l’essenza delle donne enfatizzandole attraverso la sua più grande caratteristica i famosi “colli lunghi“. Assolutamente, i colori nei miei libri sono associati all’essenza della protagonista. Lei è vista ed è amata dal mio personaggio maschile Stephan Barney.

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http://www.amazon.it/Rossa-come-Passione-Colori-dellAnima-ebook/dp/B00DVWRJ30/ref=cm_cr_pr_pb_t

  • I colori per te sono solo descrizioni degli stati d’animo o dietro ogni colore da te usato c’è una storia?

Nel nostro immaginario il rosso rappresenta l’amore, la passione, l’intensità dei sentimenti. Il nero: il buio, il peccato, l’ignoto, e la lussuria . Il bianco invece è la purezza, l’ingenuità, la semplicità dell’anima di Gaia, la mia protagonista. I libri in un crescendo continuo, raccontano la metamorfosi dell’anima della protagonista, attraverso gli occhi di Stephan . Eh, sì. Perché noi conosciamo l’anima di Gaia grazie alle poche parole di Stephan. Ma su tutto ci affligge un pensiero come fa Stephan a conoscere così bene Gaia ? Certo, ogni colore rappresenta una storia, ma sta al lettore scoprire quale.

 

http://www.amazon.it/Nera-come-Lussuria-colori-dellanima-ebook/dp/B00E7GW6ZU/ref=pd_sim_kinc_2

  • Nella storia c’è qualcosa di vero o è completamente inventata? 

La storia è completamente inventata, non posso certo negare di essermi lasciata influenzare dalla famosa trilogia della James, ma credo di non essere l’unica autrice.

  • Come ti senti dopo il primo posto in classifica  Amazon di “Bianca”?

Sono molto contenta del primo posto in classifica per “Bianca come la Purezza”, devo dire che non me l’aspettavo e ancora non ci credo. E’ una bellissima soddisfazione perché vuol dire che anche chi non è pubblicato da una casa editrice può avere le stesse opportunità di uno scrittore con alle spalle un’edizione.

 

http://www.amazon.it/Bianca-come-Purezza-Colori-dellAnima-ebook/dp/B00FI6JHR8/ref=pd_sim_kinc_1

  • Cosa l’ha spinta a scegliere il genere erotico? e crede che i libri erotici sian boom temporaneo o pensa si possa affermare definitivamente come genere duraturo.

Credo di aver risposto già in parte all’inizio riguardo a questa domanda, amo il genere romance se poi dentro c’è anche un pò di erotico, allora ancora meglio. Io non ho scelto l’erotico è qualcosa che ho dentro… non potrei mai scrivere un altro genere (ad esempio un giallo – poi magari lo farò, ma per il momento non saprei nemmeno come iniziare la storia ). Diciamo però, che io prima di essere una scrittrice sono una lettrice e dai numerosi blog che leggo, e su svariati siti internet ho notato un forte interesse per i libri di genere erotico. Sicuramente adesso c’è un vero e proprio boom di libri erotici questa scia  ce la porteremo fino alla fine alla realizzazione dei 3 film su cinquanta sfumature, quindi praticamente per altri 3/4 anni. Poi credo che il genere avrà un leggero calo, ma non sarà significativo. Un esempio sono i libri della Meyer con la saga di Edward e Bella. Ormai, è passato un anno dall’uscita dell’ ultimo film e ancora adesso c’è il filone vampiro vs umana.

  •  è passato molto tempo dai libri scritti da Melissa P. il fenomeno editoriale che ha scandalizzato l’Italia negli anni passati, crede che adesso l’opinione pubblica sia pronta per i libri erotici?

Ho letto i libro di Melissa P. tanti anni fa. Diciamo che io, non amo molto leggere di sesso troppo spinto, senza poi un minimo di storia d’amore. Non è il caso delle cinquanta sfumature, però credo come paese siamo pronti e attenti a questo genere. Come tutte le cose che ci vengono proposte dall’America ce ne innamoriamo subito. Una piccola parentesi nei miei libri c’è del sesso, ma è raccontato con il fine di enfatizzare il rapporto d’amore tra i due protagonisti. 

  • Secondo te il successo della scrittrice di 50 sfumature di grigio è dovuto alla pubblicità martellante o alla visibilità che ha avuto sui media?

Beh non conosco la storia della James e di come abbia fatto ad avere tanto successo. So per certo che anche lei è partita con un auto pubblicazione conquistando le vette degli store on line e poi ha ottenuto un contratto con una grande casa editrice, il resto è storia che conosciamo tutti. 

  •  ha inviato il suo lavoro a qualche casa editrice? 15 motivazioni della pubblicazione in digitale? In conclusione i contatti per acquistare il libro buonaserata

A dirti la verità no. Non ho inviato il mio lavoro a nessuna casa editrice, la maggior parte non accettano e-mail con allegati, altre ancora non prendevano in considerazione nuovi manoscritti. E così mi sono detta un giorno ” adesso, ci provo io.” Certo, non avere il supporto di un ‘editor, è stato difficile . Ho dovuto curare tutto dall’impaginazione, all’editing stesso, per non parlare poi della promozione. Però sono soddisfatta, perché sento i libri come parte di me stessa. Attualmente sono acquistabili su Amazon e Kobo, o attraverso il mio blog www.ellagai.blogspot.com.

Impegni futuri? Sto scrivendo un altro romanzo sempre su genere erotico-rosa, credo che mi fermerò ad un solo libro. Di più non posso dirti, perché sono ancora in fase di costruzione della storia, e come ti ho detto all’inizio di questa intervista, mi lascio spesso coinvolgere dall’ambiente che mi circonda . Ti ringrazio per questa bella opportunità di promozione e per questa intervista .

Ella

Eclettica- la voce dei blogger #1

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Primo articolo pubblicato sulla rivista on-line “Eclettica la voce dei Blogger”, è stato un lavoro interessante e impegnativo, gli articoli e le tematiche trattate sono molteplici, io mi sono occupata di letteratura e scienza per la rubrica “Domanda. Perchè?”

è stato un lavoro di squadra, ognuno ha messo in gioco le proprie abilità, dato la propria opinione e cercato di fare il massimo. Questa è solo una parte di articolo per leggere il resto bisogna sfogliare la rivista 😉

la rivista si può sfogliare direttamente on-line http://issuu.com/giovyr93/docs/eclettica_1

o premendo il tasto share, e poi selezionando download, si può scaricare in formato pdf sul proprio pc.

 “Che scopo si prefigge il vostro lavoro? Io credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell’esistenza umana” B.Brecht

Ettore Majorana è un illustre scienziato catanese nonché ingegnere e fisico, vive a cavallo delle due guerre mondiali in un periodo di massiccio sviluppo in ambito scientifico e tecnologico che agevolerà l’ascesa di giovani scienziati i quali animeranno negli anni a seguire il dibattito scientifico mondiale, molti tra questi saranno italiani. Majorana presenta ben presto un’innata attitudine per i calcoli matematici, Amaldi in “nota biografica” racconta che Ettore a quattro anni riusciva a estrarre radici quadrate e cubiche quando i numeri non sapeva ancora leggerli e quando gli si chiedeva di fare un calcolo il bambino si nascondeva sotto il tavolo e in pochi secondi dalla domanda dava la risposta esatta. Questa eccessiva ritrosia e timidezza caratterizzerà sempre la sua vita e sarà una costante nei sui rapporti con gli altri. Frequenta la facoltà di fisica di Roma dove incontra Segrè e Volterra, Segrè, però, giunto al quarto anno di studi decide di passare alla facoltà di Fisica e probabilmente convince Majorana come racconta Leonardo Sciascia in “la scomparsa di Majorana”: « Egli venne all’Istituto di via Panisperna e fu accompagnato da Segrè nello studio di Fermi ove si trovava anche Rasetti. Fu in quell’occasione che io lo vidi per la prima volta. Da lontano appariva smilzo, con un’andatura timida, quasi incerta; da vicino si notavano i capelli nerissimi, la carnagione scura, le gote lievemente scavate, gli occhi vivacissimi e scintillanti: nell’insieme, l’aspetto di un saraceno.> Fermi, ventiseienne il più giovane professore di fisica italiano,  lavorava allora al modello statistico dell’atomo e tra i due scienziati  la discussione si incentrò subito sulle ricerche in corso all’Istituto e Fermi espose rapidamente le linee generali del modello, mostrò a Majorana gli estratti dei suoi recenti lavori sull’argomento e, in particolare, la tabella in cui erano raccolti i valori numerici del potenziale universale di Fermi. Majorana dopo aver chiesto qualche chiarimento, se ne andò. Il giorno dopo, nella tarda mattinata, si presentò di nuovo all’Istituto, entrò nello studio di Fermi e gli chiese di vedere la tabella avutala in mano il giorno prima per qualche minuto, estrasse dalla tasca un fogliolino su cui era scritta un’analoga tabella da lui calcolata a casa nelle ultime ventiquattro ore. Confrontò le due tabelle e, constatato che erano in pieno accordo fra loro, disse che la tabella di Fermi andava bene. Questo passaggio ci da prova della bravura, ma anche del rapporto competitivo tra i due fisici. Laura Fermi così lo descrive: “Ettore Majorana aveva un carattere davvero strano: era eccessivamente timido e chiuso in sé. La mattina, nell’andare in tram all’Istituto, si metteva a pensare con la fronte accigliata. Gli veniva in mente un’idea nuova, o la soluzione di un problema difficile, o la spiegazione di certi risultati sperimentali che erano sembrati incomprensibili: si frugava le tasche, ne estraeva una matita e un pacchetto di sigarette su cui scarabocchiava formule complicate. Sceso dal tram se ne andava tutto assorto, col capo chino e un gran ciuffo di capelli neri e scarruffati spioventi sugli occhi. Arrivato all’Istituto cercava di Fermi o di Rasetti e, pacchetto di sigarette alla mano, spiegava la sua idea”, dopo l’esposizione gettava il pacchetto sminuendo le sue ricerche, fu così che scoprì che all’interno dell’atomo oltre ai protoni erano presenti i neutroni, ma non volle pubblicare il suo lavoro dichiarando che era incompleto, nello stesso anno Heisenberg pubblicò la teoria sulle forze “di scambio alla Heisenberg” che lo portò a ricevere il premio nobel per la fisica.

L’unico con cui intratterrà un rapporto di lavoro e di amicizia sarà Heisenberg, lavorando per diversi mesi a Lipsia, con cui condividerà la passione per la fisica, la passione per gli scacchi e le lunghe ore passate a conversare. Majorana trovava semplicemente, ciò che gli altri cercavano, per lui la scienza era connaturata al suo essere. Probabilmente la sua scomparsa ha a che fare con le ultime ricerche di Fermi riguardo esperimenti per la scoperta dell’elemento n° 93 della tavola periodica, scoperte confutate da una chimica tedesca Ida Noddack la quale invitava Fermi a rivedere i propri calcoli perché non coincidevano assolutamente con quelli riguardo la scoperta di un nuovo elemento della tavola periodica e fu la prima ad elaborare l’idea della fissione nucleare, idea da cui prenderà il via lo sviluppo della bomba atomica. Majorana scompare proprio durante queste scoperte, Fermi darà questa definizione del collega :“Al mondo c’è però anche gente di primissimo rango, che arriva a fare scoperte di grande importanza, fondamentali per lo sviluppo della scienza. Infine, ci sono anche i geni come Galileo e Newton. Ebbene Ettore era uno di quelli. Majorana aveva quel che nessun altro al mondo ha. Sfortunatamente gli mancava quel che è invece comune trovare negli altri uomini: il semplice buon senso”. Invece può darsi proprio che egli abbia dimostrato più buon senso degli altri in quanto, prevedendo l’entità delle scoperte, non abbia voluto prendere parte, abbia preferito vivere lontano dagli altri e dalla scienza. “E quan­do, coll’andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall’umanità. Tra voi e l’umanità può scavarsi un abisso così grande, che ad ogni vostro eureka rischierebbe di rispondere un grido di dolore universale.” Oggi sappiamo quale fu l’entità delle scoperte di Fermi, condussero alla progettazione della bomba atomica e successivamente allo sviluppo della ricerca nucleare da utilizzare come fonte alternativa a quella naturali per produrre energia. Si può essere d’accordo o meno sul nucleare, ma bisogna non chiudere mai gli occhi davanti ai disastri e ai danni causati dall’utilizzo di esso.

Il disastro di Cernobyl, di Fukushima e la numerose inchieste riguardo lo smaltimento dei rifiuti radioattivi e la messa in sicurezza degli impianti più vecchi sono tra le problematiche più scottanti. È vero che la vita media di un impianto è di circa 60 anni, che a differenza delle energie rinnovabili non risente dei cambiamenti climatici e che ogni centrale moderna produce circa 1,6 GW  lavorando per circa 8500 h producendo in un anno circa 13,6 TWh, il fabbisogno elettrico italiano in termini di Energia (2009): 337,6 TWh/anno, a voi il compito di fare i calcoli. Il rischio di incidenti vale la quantità di energia prodotta?  la spesa per creare una nuova centrale nucleare che si aggira attorno ai 5 miliardi di euro , per una centrale di terza generazione già considerata obsoleta per i metodi di produzione e di stoccaggio dei rifiuti, è necessaria? Mentre con la stessa cifra spesa in energie rinnovabili, che non hanno né la stessa resa né la stessa durata di una centrale nucleare, si creerebbero migliaia di posti di lavoro avendo anche esse, però, un forte impatto ambientale, ma non si avrebbero rifiuti radioattivi da smaltire.

Un venerdì piovoso: rimedio una lettura Rosa

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un venerdì piovoso, speriamo con questa intervista di riportare un pò di buon umore.

Ringrazio per la sua disponibilità e gentilezza la curatrice della pagina “una stanza piena di libri”  https://www.facebook.com/pages/Una-stanza-piena-di-libri/556828007717865.

Una lettrice di romanzi rosa mancava alla collezione di interviste. e ora caccia a lettori di romanzi storici!

  • come è nata la passione per la lettura?

La mia passione per la lettura è nata un po di anni fa, quando la sera vedevo mia madre che leggeva prima di andare a dormire. Andavo ancora a scuola e mi davano sempre libri da leggere, ero un po’ disorientata e annoiata perché non sceglievo io cosa leggere. Però quando mi hanno dato da leggere libri come “Il barone rampante“, L’amico ritrovato” mi si è aperto un mondo fantastico.

  • genere a autore preferito.

Il mio genere preferito è la lettura rosa, mi piacciono le storie d’amore impossibili, storie piene di ostacoli dove solo alla fine del libro trionfa l’amore. Infatti non a caso il mio autore preferito è Nicholas Sparks.

  •  libro preferito motivazione e frase preferita.

Il mio libro preferito è “Ho cercato il tuo nome” di Nicholas Sparks, una storia quasi irreale, ma stupenda, dove l’amore trionfa nonostante le difficoltà. Ho pianto quando l’ho letto e ogni volta che guardo il film piango sempre alla stessa scena. La mia frase preferita è “Non sei uno che sente il bisogno di parlare in continuazione, vero?” Disse lei. “No.” “La maggior parte della gente non sa apprezzare il silenzio. Non possono fare a meno di parlare.” “Anch’io parlo. Solo che prima voglio avere qualcosa da dire.”

  • una tua riflessione sulla lettura in generale, in particolare credi che leggere sin da piccoli faccia nascere in noi una sorta di abitudine piacevole?

io penso che la lettura ti permette di conoscere mondi e storie meravigliose, ti permette di immedesimarti nei personaggi di queste storie, come se vivessi un milione di vite. Penso che sia importante leggere sin da piccoli, mi ricordo che mia madre mi diceva sempre di leggere, avevo problemi a scuola, non sapevo scrivere bene, soprattutto nei temi; la lettura mi ha aiutato tanto. Consiglio vivamente ai genitori di far leggere ai propri bambini, senza costringerli, facendo scegliere loro cosa leggere.

  •  un consiglio letterario.

I miei consigli letterari sono i libri di Khaled Hosseini, stupendi, almeno una volta vanno letti! 🙂

Sicilia: in duecento anni ci sono stati davvero pochi cambiamenti

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Oggi volevo parlare di un libro che aveva consigliato K. nella rubrica “leggono proprio tutti” , il titolo è “ La lunga vita di Marianna Ucrìa“. Vincitore del premio Campiello nel 1990 prima ancora che io nascessi, un libro che racconta nei particolari pettegolezzi e quotidianità della nobiltà femminile del 700.

Una grande famiglia palermitana la cui storia è scandita dal susseguirsi di matrimoni, parti, visioni di autodafé e di impiccagioni, festini, cene, balli, squartamenti: tenerezze ed eccessi di una società avviata irreversibilmente al tramonto. E Marianna, una bambina destinata, come le sorelle e le cugine, a sposarsi e ad arricchire di nuovi eredi il casato, oppure a entrare in convento per sempre. Ma Marianna è speciale, è sordomuta, e se deve comunicare con il mondo che la circonda e nel quale vuole vivere, può farlo solo scrivendo, riversando nella pagina bianca i suoi pensieri e i suoi sentimenti. Questo la rende diversa? Forse. Ma la vita, la lunga vita di Marianna Ucrìa, sarà fatta dei gesti, delle gioie, delle fatiche, dei sapori e dei profumi di cui sono ricche le esistenze delle donne. Anche lei conoscerà gli affetti, i dolori, i dubbi di ogni figlia, di ogni madre. E quell’amore che incontrerà dopo anni di solitudine sentimentale, sarà un amore assoluto e sensuale, disperante e disperato, vissuto con la generosità che appartiene alle passioni giovani.

Marianna la preferita del padre, lei che ricorda dei suoni delle parole, ma non riesce a capire se sia un desiderio o se sia veramente accaduto. I genitori tentano in tutti i modi di farla parlare, il padre cerca di aiutarla, le scrive di continuo lettere e le racconta di tutto, la madre più svogliata e dipendente da laudano e tabacco a volte ha accessi di ira che spaventano la bambina e altre volte non si muove per giorni dal letto. A questo punto il padre adotta una soluzione drastica quella di portare la figlia a vedere un’esecuzione capitale, sarà questo evento a condizionare per lungo tempo la vita della figlia, il padre su consiglio medico credeva che la bambina presa da un così grande terrore avrebbe cominciato a parlare nuovamente. I genitori la “cedono”ad uno zio anziano, che alla fine del romanzo rivelerà la sua vera natura, innamorato senza fine della moglie perchè in lei vede un prolungamento dell’amata sorella, la madre di Marianna. Marianna vive all’interno di un mondo suo, fatto di pagine di libri antichi, pergamene su cui dare voce ai propri pensieri e pensieri altrui che si infiltrano nella sua testa e continuamente le parlano. Magari è stata ricompensata da questa straordinaria capacità di essere penetrata dai pensieri delle persone.

antica chiesa madre bagheria

Marianna è una figura a volte ambigua vorrebbe far parte anche lei della modernità, ma il luogo in cui vive non glielo permette. imperano Bigottismo e smana di possesso, sete di denaro e desiderio di nulla facenza, i nobili non sanno far di conto, non sanno cosa voglia dire lavorare, essi comandano e tutto è loro dovuto. Non riescono nemmeno ad accorgersi che i loro luogotenenti man mano gli stanno strappando i possedimenti da sotto il naso e che mentre loro lavorano i signori continuano a contrarre debiti e a vendere i propri averi. da contorno alla vicenda ci sono le sorti dei figli e dei fratelli, tutti ugualmente abituati a vivere mollemente e ad avere privilegi per diritto di nascita, infedeltà, invidia e ipocrisia anche essi per nascita appartengono ai nobili. Alla morte del marito-zio dopo molto tempo Marianna cederà alle lusinghe del “Toy-Boy”  del 700, Saruzzo che con i suoi modi ha saputo elevarsi al grado di signore essendo partito da una condizione di nulla tenente, ma questo amore è destinato a essere troncato, perchè sennò si sarebbe consumato da solo.

Per una donna abbandonare il credo Siciliano e convertirsi alla modernità è difficile, ma Marianna ci riesce abbandonando tutti e partendo per un viaggio senza ritorno alla scoperta del mondo di cui ha tanto letto, ma non ha mai potuto vedere.

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Le ambientazioni sono meravigliose, forse per il gusto moderno un pò troppo eccessive, le campagne rigogliose, Bagheria è la sede dove Marianna stabilirà la sua dimora trasformando la villa utilizzata nelle vacanze in un’abitazione di cui godere tutto l’anno.

Leggendo il libro con dispiacere mi sono accorta che alcuni atteggiamenti permangono ancora adesso nella moderna società, la sudditanza nei confronti del “padrone” e l’accettazione del carico di lavoro mal volentieri e cercando sempre il modo di rifarsi sugli altri con soprusi, le continue lamentele ma nessuna proposta concreta, i rituali familiari, l’isolamento del diverso e la critica e soprattutto la supremazia maschile che ancora oggi non è del tutto stata superata.

Credo che questo dipenda dalla mentalità che ormai si è radicata, ma spero grazie alle nuove generazioni che tra qualche anno sia ampiamente superata e ritenuta antica.

approfondimento : Bagheria 

Il nome Bagheria, secondo varie fonti, ha origine dal termine fenicio Bayharia “zona che discende verso il mare”.

Nel 1658 Giuseppe Branciforti, conte di Raccuja, in seguito ad una cocente delusione politica per la mancata nomina da parte del governo spagnolo, quale vicerè di Palermo, decide di ritirarsi a Bagheria, dove costruisce Villa Butera che diventerà la sua dimora definitiva. Ha origine così la città di Bagheria che conduce in campagna oltre ad un personaggio così importante anche lo spostamento di una piccola corte che trae sostentamento dalle ricchezze del Branciforti.

Nel 1769 Salvatore Branciforti, principe di Butera, nipote del conte di Raccuja, realizza il primo schema urbanistico di Bagheria. Egli costruì prima un grande edificio addossato al castello medievale; per congiungere il Palazzo Butera con la nuova via Palermo-Messina, fece tracciare poi il grande corso principale denominato “corso Butera”; ortogonalmente a questo tracciò un altro largo corso fino ai “pilastri” che delimitavano i suoi possedimenti. Sistemò infine il centro urbano con l’edificazione della Chiesa Madrice che fa da fondale allo “Stradonello” (l’attuale corso Umberto I).

Successivamente, nel 1797, Ercole Michele Branciforti, figlio di Salvatore Branciforti, fece costruire nella pineta retrostante il castello, l’originale “certosa”, un padiglione neoclassico che raccoglieva un bizzarro d museo del costume con figure in cerai monaci certosini, eseguiti dal Ferretti, alle quali diedero anche volto alcuni celebri personaggi del tempo. Della certosa non esiste più nulla, solo parte delle mura perimetrali tra cipressi ormai polverosi e rinsecchiti.

Dopo la costruzione del castello dei Branciforti, l’espansione urbana e suburbana di Bagheria ebbe un grande sviluppo con l’edificazione di quasi tutte le sontuose ville, i castelli ed i palazzi dei nobili signori della Sicilia. Bagheria diventò così il luogo privilegiato delle villeggiature dell’aristocrazia palermitana.

Bagheria_(Pa)_-_Villa_Lanza_di_Trabia

VIlla Palagonia 

la più famosa fra le ville bagheresi, conosciuta nel mondo anche con l’emblematico nome di “villa dei mostri”, viene edificata a partire dal 1715 da Francesco Ferdinando Gravina e Bonanni, principe di Palagonia, che ne affida i lavori all’architetto domenicano Tommaso Maria Napoli ( al quale più tardi subentrerà Agatino Daidone).
Originariamente si accedeva alla villa da un viale lungo 400 mt, attraversando due archi di trionfo, il primo dei quali, cosiddetto dei “tre portoni”, oggi non è più visibile; l’altro, della “Santissima Trinità” o detto del “Padre Eterno” (dalla statua del Creatore che si trovava all’interno) realizzato interamente in tufo, è stato recentemente restaurato.

villa palagonia
A renderla modello estetico unico ed inimitabile, è il nipote del fondatore, Ferdinando Gravina Junior, il cui ingegno stravagante permette di impreziosire la villa con i celebri mostri: centinaia e centinaia di statue in tufo dalle sembianze grottesche, buffe, polimorfe, che venivano collocate lungo il viale cintato e sulle esedre, a sorprendere ed incuriosire i visitatori. La leggenda narra che le mostruose caricature – ritratti, fra gli altri, ospiti, amici e frequentatori del palazzo – fossero ordinate dal principe di Palagonia come nemesi contro il Fato che lo aveva voluto brutto e deforme.

Tommaso_Napoli,_Villa_Palagonia_(Bagheria)
L’attuale ingresso della villa è quello posteriore che, tagliando centralmente l’edificio con un vano carraio, conduce allo straordinario prospetto anteriore ornato dal doppio scalone di marmo billiemi. Il nucleo della residenza, dal caratteristico impianto concavo, prende forma dal vestibolo ellittico che riconduce al piano nobile, dove si trovano gli affreschi di alcune delle dodici fatiche di Ercole e lo stupefacente “salone degli specchi”, dal soffitto rivestito con specchi tagliati a mosaico di diverse angolazioni, pareti addobbate da lussuosi inserti in marmo, vetri dipinti e colorati, busti di antenati e medaglioni della scuola del Gagini.
Dal 1885 la villa è di proprietà della famiglia Castronovo, che attraverso i ricavi della sua Fondazione, rende la villa in parte fruibile ai visitatori ed interviene nelle opere di restauro del palazzo.